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- Casa Madre Santuario S. Maria - COLLALTO SABINO
È il 21 novembre 1941, la Madre Anselma con
tre postulanti arrivano a Collalto Sabino inviate dal Vescovo di Rieti, Mons.
Migliorini.
È sera tardi, racconta la Madre, la casa è triste e fredda, ma poco importa
perché sono salite lassù con ben altri desideri.
Subito si mettono all’opera, riattivano e riaprono l’asilo, sistemano al meglio la
casa e via…
Spenti i fuochi di guerra, bisogna provvedere ai tanti orfani e disagiati, ecco allora
che le Suore si fanno carico di queste situazioni e aprono un orfanotrofio
femminile che accoglie bambine povere dei paesi intorno a Collalto.
Si sviluppa anche l’aspetto della missionarietà e della catechesi: da Collalto le
Suore raggiungono, anche a piedi, i paesi limitrofi per riaccendere nei piccoli
e nei grandi il desiderio del cielo.
E il “piccolo nido sul monte” comincia ad estendersi e ad uscire fuori.
- Casa S. Giuseppe - CASCANO
Dalla morte nasce la vita! Anche la piccola Casa di Cascano fiorisce
come un miracolo. Mentre dal cielo piovevano i semi della distruzione, Madre
Anselma apriva un solco di vita.
Siamo nel 1943! Cascano di Sessa Aurunca, 50 km da Napoli e poco meno da Caserta, il
capoluogo.
I locali di questa nuova fondazione erano angusti e poveri, ma il cuore delle
Suore li riempiva di calore. Anche a Cascano aprono l’asilo e un orfanotrofio
per le bimbe più povere del dopoguerra.
Cascano segnò un momento positivo per l’Opera, la fioritura vocazionale alimentò le più
belle speranze tali da far dimenticare sacrifici e stenti.

- Casa Piccola Lourdes - ROMA
Ora il sogno della Madre è la città eterna: Roma.
Lì si potevano aprire nuovi orizzonti all’Opera e perciò bisognava trovarvi un
posticino a tutti i costi.
Nel 1950, le Suore ottennero di poter abitare due locali seminterrati, freddi e
umidi. Da lì cominciò la prima forma di apostolato delle Missionarie Catechiste
a Roma, in via Romanello da Forlì.
C’era, qualche chilometro più in là, presso il decimo chilometro della Prenestina, la
borgata Casal dell’Omo, campagne desolate, abitazioni sparse: un cocktail
ideale per le figlie di Madre Anselma, apostole delle periferie!
A partire dal 1989 la Casa di Roma è divenuta sede della Curia Generalizia.
- Casa Papa Giovanni XXIII - RIETI
Collalto, culla storica della Congregazione, si dimostra inadeguato nel momento in cui le
comunità crescevano; si parla anche dell’ Approvazione diocesana come di un
evento vicino (l’Approvazione arriva nel 1949).
Su questi presupposti si realizzerà la fondazione di Rieti. Siamo
nel 1967. Il capoluogo avrebbe consentito di sistemare la Curia generalizia e
un apostolato catechistico a raggiera verso i paesini del territorio.
Per vari anni la Casa di Rieti è stata sede della Curia generalizia e casa di
Noviziato.
- Casa Stella Maris - MONTEGIORDANO
Il piccolo seme, deve continuare a mettere
ancora germogli per il regno di Dio, ecco allora che negli anni settanta, la
Congregazione scende in Calabria con una prima opera a Doria di
Cassano Ionio e poi ad Oriolo sempre in provincia di Cosenza.
Le due Case sono state chiuse nel corso degli anni, ma la terra di Calabria non è
stata lasciata, l’attività delle Suore si è estesa a Montegiordano
(CS), paese sulla costa ionica dove opera tuttora una comunità.
Mentre la Madre era in vita e successivamente alla sua morte, molte altre
fondazioni sono avvenute. Le situazioni, però, non consentivano la creazione di comunità stabili
e sono state quindi chiuse.
La Fondatrice viveva in una dimensione di fede; alle sue figlie diceva continuamente
di gettare semi di bene, senza pretendere di raccogliere i frutti.
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