Mia rev.ma e carissima Madre, eccoci finalmente a Magnalardo… Da Rieti, in nome di Dio e della SS. Vergine, intraprendemmo il cammino che non finiva mai. Dopo aver camminato per quattro ore attraversando un’infinità di monti ricoperti di neve, arrivammo a un piccolo paese chiamato Fassinoro, e, non potendo più andare avanti per i vento gelido che penetrava le ossa (e la notte era già inoltrata), ci fermammo lì, e , grazie a Dio, trovammo una misera chiesa, col parroco che ci accolse generosamente. La mattina ci rimettemmo in viaggio e dopo un’ora di cammino arrivammo ad un altro paesello chiamato S. Silvestro. Proseguimmo il cammino e dopo un’ora siamo a Magnalardo. Madre mia, adesso proviamo cosa significa essere missionarie, e qui proviamo la vera gioia…
(da Il rischio dell’amore)


Sua Eccellenza desidera che ci chiamiamo e siamo Suore Missionarie Catechiste, quindi bisogna anche lasciarsi ed andare per villaggi e paesi e portare la buona novella, la dottrina di Gesù Cristo, e così cooperare alla dilatazione del Regno di Cristo. Sua Eccellenza richiese, quindi, due suore per preparare i bambini alla Prima Comunione a Villecollefegato. […] Furono ben accolte: tenevano lezioni di catechismo due volte al giorno, adunanze alla gioventù femminile di AC. Fecero pure la giornata del Papa il 29 giugno, festa di S. Pietro, e il Signore le assistette in modo speciale nel dare quei primi passi nel nuovo apostolato. Tornarono ricolme di gioia e zelo ardente per le anime. Avrebbero voluto tutte le figliole fare chissà quante di queste missioni…
(da La cronistoria)

