Collalto Sabino (Rieti)

“Giace Collalto su una delle più stupende cime degli ultimi monti Sabini, confinanti con quelli d’Abruzzo. Il panorama è quanto mai meraviglioso.”

Collalto Sabino, in provincia di Rieti, fu il primo paese ad ospitare stabilmente il nascente istituto, nel 1941.

Madre Anselma, ricordando il giorno del suo arrivo, scrive:

“Collalto è già avvolto nelle tenebre della notte e i suoi abitanti sono certamente intorno al tipico focolare, perché a novembre già fa freddo. In piazza vi erano delle persone incaricate di riceverci e di accompagnarci alla casa del sig. Ing. Antonio Latini, una delle prime famiglie di Collalto, che ben volentieri aveva messo a disposizione la casa paterna per le Suore durante l’inverno.

Trovammo la sig.ra Annunziata Bigini con la sig.na Vincenza Basili, tutte affannate a preparare la cena per noi….La sig.ra Annunziata ha preparato tutto: ha anche preparato alla meglio alcuni letti; ci mostra la dispensa con delle provviste e un tavolo pieno di utensili da cucina e refettorio, utensili che aveva preparato con la partecipazione del popolo. Tutte queste delicatezze e attenzioni furono un po’ balsamiche per il nostro spirito abbastanza torturato per tutte le cose passate. Ad una certa ora le signore si ritirarono e noi restiamo sole nella casa che ci dava il Signore. La casa è triste, tetra e fredda. Ma noi siamo contente lo stesso, e pare che ci sentiamo quasi in una reggia..soprattutto ci trovavamo lì mandate dalla Chiesa, e questo era sommamente confortante.”

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Il futuro si costruisce nel presente

Oggi tutto si compra e si paga, e sembra che il senso stesso della dignità dipenda da cose che si ottengono con il potere del denaro. Siamo spinti solo ad accumulare, consumare e distrarci, imprigionati da un sistema degradante che non ci permette di guardare oltre i nostri bisogni immediati e meschini. L’amore di Cristo è fuori da questo ingranaggio perverso e Lui solo può liberarci da questa febbre in cui non c’è più spazio per un amore gratuito. Egli è in grado di dare un cuore a questa terra e di reinventare l’amore laddove pensiamo che la capacità di amare sia morta per sempre.

(Papa Francesco)

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